In vetta con il CAI – Amatrice

Il terremoto del 2016 non ha scalfito la forza d’animo della popolazione di Amatrice, già dal giorno dopo ogni abitante ha provveduto come poteva a ricostruire.

Ad oggi l’impegno non si ferma, ed anzi di fa sempre più forte contro ogni sfida, anche e soprattutto contro quelle per riportare la vita alla normalità.

Ed anche noi abbiamo voluto dare il nostro contributo supportando una struttura simbolo per Amatrice: la “Casa della Montagna” costruita laddove c’era la Scuola Media Capranica distrutta dal terremoto come simbolo delle montagne della rinascita.

La prima pietra della Casa era stata posata l’11 dicembre 2018. Ieri sono state celebrate la fine dei lavori e l’inaugurazione della palestra indoor di arrampicata, disegnata dal climber laziale Armando Onorati. A novembre la struttura diventerà pienamente operativa. Sono venuto per la prima volta ad Amatrice pochi giorni dopo le scosse del 24 agosto” ha ricordato Vincenzo Torti, presidente generale del CAI. “Marco Salvetta, all’epoca presidente della Sezione di Amatrice, mi ha detto subito che per far rinascere la cittadina ci voleva una Casa della Montagna. Eccola qui”. 

 

Domenica 22 settembre è stato il giorno della festa di fine lavori di costruzione , fortemente voluta dal Club alpino, con il fondamentale contributo di Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze); noi dell’UNIPROMOS abbiamo fatto la nostra parte donando delle carrozzina si chiama Joëlette: una carrozzina speciale da fuori-strada , ad una ruota centrale ammortizzata sotto il sellino, che permette a disabile non deambulante di partecipare ad una o più escursioni su sentieri certificati LH, con l’aiuto di due o più accompagnatori. Si tratta di uno speciale apparecchio da trasporto a una sola ruota con sospensione e freno, che viene tenuto da due accompagnatori mediante appositi bracci davanti e dietro. La carrozzina da fuoristrada è in acciaio leggero con un regolatore di inclinazione e consente il trasporto di una persona anche nei sentieri più stretti e impervi. La Joëlette permette così anche ai disabili motori non deambulanti di partecipare a escursioni in montagna, uscite di educazione ambientale e in genere attività in ambiente naturale.

La nuova carrozzina, già diffusa in Francia da molti anni, è utilizzata da quasi vent’anni da diverse organizzazioni operanti nella zona transalpina  e nell’Appennino.

Nelle prossime settimane i soci del CAI di Amatrice, con il loro presidente Franco Tanzi e gli amici delle altre sezioni del Lazio, dovranno completare gli arredi della Casa della Montagna. Un compito che non dovrebbe porre particolari problemi. Più impegnativo, soprattutto nei mesi più freddi dell’anno, sarà riempire di contenuti il progetto. Il successo degli eventi del ciclo “Montagne in movimento”, con ospiti come Erri De Luca e Manolo, dimostra che da questo punto di vista i soci di Amatrice hanno ben poco da imparare. 

 

 

PREMESSA

La Sezione del Club Alpino Italiano di Amatrice operante sul territorio amatriciano dal 1995 anno della sua fondazione, nel corso degli anni ha condotto con successo molte attività istituzionali del CAI. Sentieri, accompagnamento in montagna,
soccorso alpino, cultura naturalistica e montana, progetti scuola, sono attività rese possibili dall’opera volontaria dei nostri  Soci che dedicando parte del loro tempo a tali attività hanno reso possibile l’espletamento della funzione sociale assolta dal CAI.
La Sezione CAI di Amatrice può vantare di avere al suo interno oltre ad un corpo accompagnatori titolati CAI per escursionismo, cicloescursionismo ed Alpinismo Giovanile ed ad una squadra del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Spelelogico ( CNSAS), una commissione scientifica di rilievo costituita da un naturalista, un biologo, ed un geologo fra i maggiori esperti degli aspetti naturalistici, faunistici,
vegetazionali, antropologici  e geologici del territorio di Amatrice e più in generale dei Monti della Laga.   



STORIA

Il Progetto nasce nel 2009 con l’Alpinismo Giovanile CAI Lazio nelle scuole di primo e secondo grado dove il CAI da sempre ha seguito una politica di metodi con i giovani al fine di contribuire ad educare al rispetto della natura e al riconoscimento del territorio montano di appartenenza (monti, sentieri, paesaggi, emergenze naturalistiche e geologiche) a far conoscere alcune regole chiave per la difesa e la  valorizzazione del patrimonio paesaggistico (parchi, riserve naturali oasi) e a stimolare attraverso l’esperienza ludico?motoria l’accostamento all’escursionismo come pratica sportiva, di socializzazione e di integrazione, dove tutti sono “diversamente uguali”. Questo progetto pone il diversamente abile al centro dell’attenzione attraverso la sua conduzione insieme ai ragazzi della sua età (gruppo scuola o gruppo soci giovani CAI) e rientra sicuramente come terapia di montagna, finalizzato alla cura ed alla riabilitazione degli individui portatori di differenti patologie o disabilità. Le attività di Montagna?terapia vengono progettate ed attuate prevalentemente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio?sanitari accreditati, con la fondamentale collaborazione del Club Alpino Italiano (che ne riconosce ufficialmente le finalità e l’Organizzazione Nazionale), e di altri Enti o Associazioni (accreditate) del settore.
Nel 2015 anche la Sezione CAI di Amatrice si è inserita anche nel progetto LH -LHT Regione Lazio-CAI per la predisposizione di percorsi escursionistici in ambiente naturale per persone con disabilità motoria e visiva. I sentieri LH sono sentieri per persone non deambulanti aiutate con opportuni ausili speciali consistenti in carrozzine ideate per condurre  in montagna la persona con disabilità.
La Sezione CAI di Amatrice conta al momento 11 accompagnatori e tre sentieri in fase di omologazione. 

 

L’AUSILIO DA MONTAGNA

L’ausilio da montagna non è altro che una carrozzina speciale da fuori-strada , ad una ruota centrale ammortizzata sotto il sellino, che permette a disabile non deambulante di partecipare ad una o più escursioni su sentieri certificati LH, con l’aiuto di due o più accompagnatori.
La carrozzina si chiama Joëlette e deve il nome al suo inventore, l’ alpinista francese Joël Claudel. Si tratta di uno speciale apparecchio da trasporto a una sola ruota con sospensione e freno, che viene tenuto da due accompagnatori mediante appositi bracci davanti e dietro. La carrozzina da fuoristrada è in acciaio leggero con un regolatore di inclinazione e consente il trasporto di una persona anche nei sentieri più stretti e impervi. La Joëlette permette così anche ai disabili motori non deambulanti di partecipare a escursioni in montagna, uscite di educazione ambientale e in genere attività in ambiente naturale. La nuova carrozzina, già diffusa in Francia da molti anni, è utilizzata da quasi vent’anni da diverse organizzazioni operanti nella zona transalpina  e nell’Appennino.

FASI PROGETTUALI

Il progetto è strutturato nelle seguenti fasi:
1) Formazione degli accompagnatori
2) Omologazione di sentieri per l’utilizzo di ausili da montagna
3) Acquisto di nr 2 ausili da montagna del tipo Joëlette
4) Organizzazione di un programma annuale di escursioni
5)  Presentazione e diffusione del programma attività


Formazione accompagnatori

La fase di formazione ha riguardato nr 11 accompagnatori della Sezione, il numero risulta essere ben commisurato alle attività che prevedono al massimo nr due conduzioni nella stessa escursione. 

Omologazione sentieri

Sono stati omologati nr 2 tracciati, si prevede per il 2017 di omologarne tre in totale.
I sentieri dovranno essere opportunamente segnalati. La realizzazione della tabellazione è prevista entro l’estate del 2017.
I sentieri sono i seguenti:

  1. Bosco di S.Egidio: 2,7 km
  2. Voceto-Fosso Molinaro: 2,8 km
  3. Preta-Colle Soppo: 3,06 km

Acquisto ausili da montagna

La dotazione della Sezione riguarda nr 2 carrozzelle Joelette e relativi pezzi di ricambio

Organizzazione di un programma annuale di escursioni

La programmazione prevederà un programma annuale da porre in essere nei periodi primavera-estate-autunno. L’obiettivo è inserire la programmazione LH nel 2018.
Tale attività costituirebbe il primo esempio di programmazione di escursioni con ausili da montagna in ambito CAI.